Archivi delle emozioni http://archivi-emozioni.it/index.php/rivista <p>Archivi delle Emozioni (AdE) è una rivista interdisciplinare che raccoglie studi sulle componenti emotive nelle letterature, nelle arti e nella cultura materiale, dall’antichità ai giorni nostri.</p> <p>Comprende le sezioni: Editoriale, Saggi, Letture. È correlata alle piattaforme: <a href="http://studisullavergogna.it/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://studisullavergogna.it&amp;source=gmail&amp;ust=1583583143382000&amp;usg=AFQjCNGYbAGI6jZANKvjnoBUyIo61oWlXw">studisullavergogna.it</a> e <a href="http://visionideltragico.it/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://visionideltragico.it&amp;source=gmail&amp;ust=1583583143382000&amp;usg=AFQjCNEVYitTO3eWam3P_gaNfqxuHs6Ulg">visionideltragico.it</a></p> it-IT fornaro@uniss.it (Sotera Fornaro) redazione@archivi-emozioni.it (Leonardo Mancini) mer, 22 gen 2020 00:00:00 +0000 OJS 3.1.2.4 http://blogs.law.harvard.edu/tech/rss 60 Editoriale http://archivi-emozioni.it/index.php/rivista/article/view/15 Sotera Fornaro Copyright (c) 2020 Archivi delle emozioni http://archivi-emozioni.it/index.php/rivista/article/view/15 mer, 22 gen 2020 00:00:00 +0000 Rossori e umiliazioni nella Francia postrivoluzionaria: una rassegna http://archivi-emozioni.it/index.php/rivista/article/view/3 <p>Dopo Rousseau, nella letteratura francese si assiste al passaggio da una concezione impersonale della vergogna in quanto disonore a una concezione più individuale e interiorizzata. Questo contributo propone una rassegna della narrativa francese ottocentesca, sulla base delle condizioni e dei fattori che generano la vergogna di sé nei personaggi fittizi di alcuni autori, tra cui Claire de Duras, Stendhal, Sand e Barbey. La vergogna può essere legata al corpo, alla sessualità e al genere (impotenza, omosessualità, bisessualità) e/o ai pregiudizi razziali e sociali, che investono sia i dominanti che i dominati, in un contesto postrivoluzionario in continua trasformazione. In questa prospettiva, la narrativa del primo Ottocento contiene già elementi che saranno sviluppati nell’autosociobiografia contemporanea.</p> Fabio Vasarri Copyright (c) 2020 Archivi delle emozioni http://archivi-emozioni.it/index.php/rivista/article/view/3 mer, 22 gen 2020 00:00:00 +0000 «It is a most miserable thing to feel ashamed of home» http://archivi-emozioni.it/index.php/rivista/article/view/17 <p>Il presente contributo esamina il ruolo rivestito dalla vergogna nel tentativo di Pip, protagonista di Great Expectations (1861), di elevarsi allo statuto di gentleman. Giacché nella cultura vittoriana questo termine investe non solo la sfera economica ma anche quella comportamentale e morale, le due diverse accezioni di vergogna – come emozione sociale e morale – si presentano in questo romanzo interdipendenti. Nella prima accezione ha come oggetto le azioni compiute dal protagonista, nella seconda porta alla luce il significato che queste azioni assumono per la definizione della sua identità e il mantenimento del rispetto di sé. I tentativi di Pip di liberarsi della propria commonness per divenire degno di Estella sfociano nella vergogna per le due figure paterne, modelli di quella gentility che lui non sarà in grado di raggiungere. L’esame del percorso di formazione di Pip, fino alla caduta finale, ultima espressione della vergogna del protagonista, metterà in evidenza come filo conduttore nelle varie sfumature assunte da questa emozione sia il legame tra vergogna e necessità di coprire, di nascondere, di sottrarsi all’esposizione e al giudizio proprio e altrui intrinsecamente presenti nel sentimento stesso. Dalla negazione della vergogna stessa alla creazione di di possibilia e di identità alternative per il protagonista, la vergogna in questo romanzo si esprime non solo attraverso le maschere sociali da lui indossate, ma, sul piano strutturale, nel romanzo familiare che informa l’intero plot.</p> Claudia Cao Copyright (c) 2020 Archivi delle emozioni http://archivi-emozioni.it/index.php/rivista/article/view/17 mar, 21 gen 2020 00:00:00 +0000 Porta dell’anima o amaro nutrimento: il cuore e i segni della vergogna nella cultura americana http://archivi-emozioni.it/index.php/rivista/article/view/9 <p>Il saggio si concentra sul cuore come significante controverso della vergogna nella letteratura americana. La prima sezione include la rilettura di alcuni brani di Thomas Hooker, pastore puritano, ipotizzando che il puritanesimo americano avesse individuato nel cuore uno dei simboli più convincenti, pure se meno facilmente decifrabili, della vergogna. Il saggio poi procede con la lettura de <em>La lettera scarlatta</em> di Nathaniel Hawthorne (testo emblematico sullo stigma, non solo nella letteratura americana), allo scopo di sottolineare che, in questo caso, il cuore diventa una catacresi, un significante privo di un chiaro riferimento letterale. Infine, l’ultimo testo preso in esame è una poesia di Stephen Crane, nella quale il cuore, più che semplicemente rappresentare la vergogna come stato emotivo individuale e privato, ha la funzione di rovesciare il punto di vista del testo stesso e restituire al poeta/osservatore il senso della vergogna dell’altro.</p> Fiorenzo Iuliano Copyright (c) 2020 Archivi delle emozioni http://archivi-emozioni.it/index.php/rivista/article/view/9 mer, 22 gen 2020 00:00:00 +0000 «Come se la sua impresa affondasse le radici nella vergogna» http://archivi-emozioni.it/index.php/rivista/article/view/10 <p>Inserendosi nell’alveo dei più recenti studi sulle rappresentazioni artistiche delle emozioni e muovendo in particolare dall’analisi del rapporto tra vergogna ed espressione letteraria proposta recentemente da Timothy Bewes, il contributo intende analizzare la rappresentazione e la funzione della vergogna nella cosiddetta “trilogia americana” di Philip Roth. Attraverso un <em>close reading</em> dei tre romanzi – <em>American Pastoral</em> (1997), <em>I Married a Communist</em> (1998), <em>The Human Stain</em> (2000) – si mostrerà come il sentimento della vergogna sia alla base della dialettica tra accadere storico e vita individuale problematizzata dai testi in esame. Verrà inoltre dimostrato come un’idea di identità fluida e sempre condizionata dal rapporto con l’altro sia il territorio simbolico dove la costruzione romanzesca porta a collidere i destini generali e quelli privati, causando così quella caduta dei protagonisti che sarà possibile interpretare tramite la categoria del tragico.</p> Salvatore Renna Copyright (c) 2020 Archivi delle emozioni http://archivi-emozioni.it/index.php/rivista/article/view/10 mer, 22 gen 2020 00:00:00 +0000 Quando la vergogna diventa malattia: catabasi del ribelle dostoevskiano http://archivi-emozioni.it/index.php/rivista/article/view/13 <p>In questo studio si propone una rilettura di due grandi protagonisti dostoevskiani basata sulla “vergogna”, intesa come emozione secondaria dell’autoconsapevolezza e dell’autovalutazione. L’analisi si concentra su Jakov Petrovič Goljadkin, infelice eroe del <em>Sosia</em>, e sull’anonimo protagonista delle <em>Memorie del sottosuolo</em>. Il primo, come esempio mal riuscito (per ammissione dello stesso autore) di un tentativo di dar forma materiale a un'emozione (la&nbsp;vergogna&nbsp;si trasforma in malattia psichica), il secondo, come apoteosi della medesima emozione, articolata nelle sue deviazioni dell'ira e del narcisismo. L'pproccio di tipo ermeneutico, basato sugli studi di Vjač. Ivanov (“Es ergo sum”, solo se tu sei io sono), permette di analizzare il rapporto&nbsp;io-altro in un quadro culturale strettamente slavo e si collega anche con l'interpretazione bachtiniana&nbsp;del testo, nella sua variante dialogica.</p> Alessandra Cattani Copyright (c) 2020 Archivi delle emozioni http://archivi-emozioni.it/index.php/rivista/article/view/13 mer, 22 gen 2020 00:00:00 +0000 Il superamento della vergogna negli "Appunti di un giovane medico" di Michail Bulgakov http://archivi-emozioni.it/index.php/rivista/article/view/18 <p>In questo saggio studiamo il ciclo di racconti di Michail Bulgakov <em>Appunti di un giovane medico </em>(1925-1926) dal punto di vista del rapporto del protagonista con le varie accezioni del sentimento della vergogna. Il giovane protagonista è delineato sulla scorta delle esperienze autobiografiche dello scrittore russo, e le sue prime esperienze lavorative come medico di campagna nella arretrata provincia russa lo portano ad evidenziare in modo imbarazzante le sue carenze professionali ed insicurezze psicologiche. Soprattutto nei primi racconti il dottore affronta dunque la vergogna riflettendo sulla propria inadeguatezza e provando a nascondersi da coloro che lo circondano, ma nell’arco della narrazione egli addiviene ad una maggiore coscienza dei propri mezzi, imparando a gestire la vergogna e la paura in modo funzionale e costruttivo.</p> Massimo Tria Copyright (c) 2020 Archivi delle emozioni http://archivi-emozioni.it/index.php/rivista/article/view/18 mer, 22 gen 2020 00:00:00 +0000 «Alles mein Wasser!» http://archivi-emozioni.it/index.php/rivista/article/view/19 <p>Partendo da alcuni studi preliminari sul ruolo della vergogna nella letteratura di Elfriede Jelinek e sostenendosi su alcune teorie di Luce Irigaray ed Hélène Cixous sul pensiero della differenza sessuale, il contributo indaga il binomio “Scham/Schamlosigkeit” in alcuni scritti dell’autrice austriaca, premio Nobel per la letteratura nel 2004. I romanzi <em>Die Klavierspielerin</em> e <em>Lust</em>, qui analizzati insieme ai due saggi <em>Schamgrenzen? Die gewöhnliche Gewalt der weiblichen Hygiene </em>e <em>Schamlos: Die Zeit</em>, mostrano come la violenza nella dimensione privata e apparentemente calma della famiglia austriaca sia profondamente legata alla vergogna e alla spudoratezza. In Jelinek, <em>Scham</em> e <em>Schamlosigkeit</em> assumono una dimensione sempre politica e sessuata con delle conseguenze devastanti sul corpo e sul linguaggio. I rapporti tra i personaggi che l’autrice analizza, non senza toni ironici, fanno emergere delle dinamiche sadomasochistiche e di profonda dipendenza in cui si oppongono due elementi figli del patriarcato, che si nutrono l’un l’altro: il disgusto del maschile da una parte e la vergogna del femminile dall’altra. Solo attraverso alcune, flebili parole di resistenza, voce della vulnerabilità umana, Erika e Gerti, le due protagoniste dei romanzi presi in esame, tentano, senza riuscirci, di superare “la porta della vergogna”.</p> Giuliano Lozzi Copyright (c) 2020 Archivi delle emozioni http://archivi-emozioni.it/index.php/rivista/article/view/19 mer, 22 gen 2020 00:00:00 +0000 La vergogna della lingua: gli scrittori dell’esilio tra XX e XXI secolo http://archivi-emozioni.it/index.php/rivista/article/view/12 <p>L’intervento indaga i brani saggistici o letterari di autori translingue ove sia tematizzato il sentimento della vergogna verso una lingua, nelle sue diverse accezioni: pudore, imbarazzo, soggezione, colpa, peccato, oppressione, gelosia (Adrian Bravi), circoscrivendo l’analisi dal dopoguerra ad oggi: un tempo nel quale il retaggio dei totalitarismi, l’ancora concreta realtà del colonialismo e la nascita di nuovi nazionalismi si riverbera nel sentimento ancipite, misto di nostalgia e vergogna, verso una lingua e le sue implicazioni metaforiche e culturali. Per Luigi Meneghello, ad esempio, la riacquisizione dell’italiano attraverso l’inglese significa liberarsi dalla vergogna dell’avere introiettato, in parte inconsapevolmente, un’educazione e una retorica fasciste, cattoliche, crociane; simile sentimento permea la scelta dell’italiano da parte di Julio Monteiro Martins, che espatria dal Brasile quando comprende che la fine della dittatura non aveva comportato un reale cambiamento, che la retorica continuava ad essere la stessa; nella tedesca Helga Schneider, invece, l’italiano è la possibilità di liberarsi dalla colpa storica del tedesco del nazismo, dopo aver scoperto che la madre era stata SS nei campi di concentramento.</p> Rosanna Morace Copyright (c) 2020 Archivi delle emozioni http://archivi-emozioni.it/index.php/rivista/article/view/12 mer, 22 gen 2020 00:00:00 +0000